Dal Blog di Beppe Grillo un grido d'aiuto per gli Orsi della luna
Fratello Orso, Sorella Luna, Carnefice uomo. L’agente Smith di Matrix descriveva l'uomo come un virus. Sapeva quello che diceva. Siamo l’unica specie che distrugge l’ambiente in cui vive, che uccide per piacere, che tortura esseri viventi per lucro.
Gli Orsi della Luna vengono immobilizzati in una piccola gabbia per vent’anni, la durata della loro vita. Ogni giorno, due volte al giorno, viene estratta la bile dalle loro carni per medicinali, bibite e shampoo. Il dolore che subiscono è così tremendo che gli Orsi cercano di suicidarsi. Per impedirlo gli vengono strappati gli artigli e segati i denti. 10.000 Orsi della Luna sono torturati in Cina, in Corea e in Vietnam. Ho visto un filmato integrale delle torture e sono stato male, volevo spegnere il pc, ma sono arrivato fino in fondo. Almeno questo lo dovevo a fratello Orso.
Jill Robinson, una signora inglese, sta dedicando la sua vita agli Orsi della Luna con l’organizzazione AAF. Aiutiamola attraverso il suo sito. Intervisterò Jill per il blog nei prossimi giorni per conoscere i prodotti che contengono la bile e gli indirizzi dei luoghi dove avvengono le torture. Li pubblicherò e adotterò un Orso della Luna come mascotte del blog. Leggete la lettera di Carmen di AAF.
“Avete mai sentito parlare di luoghi chiamati “fattorie della bile” situati in Cina, Corea e Vietnam e dell’atroce destino degli Orsi della Luna? Questi meravigliosi animali, dopo essere stati catturati con trappole che spesso causano terribili mutilazioni, sono imprigionati e torturati per una pratica di tale crudeltà da tollerare pochi confronti. Prigionieri in gabbie piccolissime, non più grandi del loro corpo, gabbie che impediscono qualsiasi movimento, che deformano le ossa ed atrofizzano gli arti, circa 10.000 orsi vengono “munti” due volte al giorno per la dolorosissima estrazione della loro bile attraverso rudimentali cateteri di metallo conficcati nella loro cistifellea. Anticamente l’orso veniva ucciso e la sua bile usata nella medicina tradizionale cinese. Negli anni ’70 l’orso, considerato specie protetta perché in via di estinzione, viene imprigionato a vita ottenendo una produzione di bile infinitamente superiore. Oggi la sua bile può essere completamente sostituita da alternative erboristiche e di sintesi più economiche ed efficaci. Il mercato ne dispone in eccesso e, per esaurire le scorte, i produttori la utilizzano anche nella preparazione di bibite e shampoo! Queste creature subiscono sofferenze inenarrabili, le loro membra si atrofizzano un po’ alla volta per l’immobilità assoluta e con un'agonia che può durare anche vent’anni, subiscono tali torture ogni giorno, dopo anno fino a morire per tumori o infezioni croniche prodotte dai cateteri conficcati nella carne. Altri non ce la fanno: le infezioni, la sofferenza psichica, le malformazioni ossee date dalla pressione delle sbarre, le piaghe da decubito, la denutrizione li uccidono più rapidamente … Ma la maggioranza di questi animali, molto resistenti, sopravvive per decenni a questa inaudita tortura. Molti orsi vorrebbero porre fine alle atroci sofferenze suicidandosi, ma ciò gli viene impedito, segandogli i denti, strappandogli gli artigli, lasciando loro solo la possibilità d’impazzire a vita.
Il salvataggio degli orsi inizia nel 1993 quando una coraggiosa donna inglese di nome Jill Robinson si recò a visitare uno di quei luoghi. Nel 1998 nasce AAF-ANIMALS ASIA FOUNDATION per porre fine a questa pratica crudele e nel 1999 viene aperto il Centro di recupero per gli orsi salvati, dove lo staff di AAF ridà la gioia di vivere a questi animali martoriati. Oggi gli orsi liberati sono più di 280. La conoscenza delle torture a cui sono sottoposti gli Orsi della Luna commuove, suscita sdegno e smuove le coscienze. Con la sua associazione Jill sta tutt’oggi trattando con il governo cinese per ottenere il risultato massimo: la chiusura definitiva di ogni singola fattoria della bile. Jill e AAF possono combattere la loro battaglia unicamente grazie alle donazioni che provengono da tutte le parti del mondo.” Carmen
AAF – UK Tel.+44-1579-347148, ITALIA Gruppi Supporto - Tel. +39-010-2541998
martedì 30 settembre 2008
Salviamo gli Orsi della luna
venerdì 26 settembre 2008
Si parla spesso di sprechi ma mai di chi deve pagare (prima puntata)
Si parla spesso di debito pubblico, di sprechi, di rifiuti per strada, di bisogno energetico, di caro vita, di case, di stipendi, di lavoro, di aziende che falliscono o quasi e di sicurezza.
Ma se per una volta prendessimo ad una ad una le varie dichiarazioni del governo su questi argomenti scopriremo delle cose eccezionali e sbalorditive.
Cominciamo con gli sprechi del servizio sanitario nazionale:
Il governo dichiara:
“Molti ospedali pubblici verranno privatizzati per contenere le spese della sanità. È il progetto illustrato dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, intervenuto a un incontro organizzato dai Liberali popolari di Carlo Giovanardi a Todi. «Rispetto al Veneto e alla Lombardia, in Sicilia e in Sardegna le spese sanitarie sono del 40% più alte. La soluzione è il federalismo fiscale e anche la privatizzazione di molti ospedali pubblici», ha affermato il premier che ha inoltre difeso il federalismo sostenendo che «è una riforma in cui la maggioranza conta» e grazie alla quale «si potranno abbassare le imposte»” Fonte Corriere della sera.
Ma come? Per contenere gli sprechi dobbiamo privatizzare?
Ma di quali sprechi parliamo? Non esistono sprechi a mio giudizio esistono solo gestioni fallimentari a causa delle infiltrazioni politiche e mafiose nei vari organi dirigenziali degli ospedali.
L’Abruzzo, il Lazio, la Lombardia e altre regioni (troppe) dovrebbero insegnarci qualcosa in merito a frodi e ruberie varie.
Per far fronte agli sprechi bisogna finirla di rubare questa è la vera soluzione non privatizzare.
Privatizzare vuol dire fare l’ennesimo regalo ai furbetti del quartierino. (vedi Alitalia)
I dottori devono fare i dottori d’ospedale seguendo tutte le formazioni necessarie per essere all’avanguardia e non devono avere lo studio privato dove indirizzare i pazienti. Devono essere assunti secondo criteri e valutazioni severissime.
I dirigenti sanitari devono essere assunti con concorso e rispondere a criteri severissimi.
Gli ospedali devono brillare e non essere letamai.
Gli appalti devono essere pubblici e le scelte devono essere trasparenti per poterle verificare subito e non dopo secoli.
I costi degli appalti e delle forniture devono essere fissi e devono rispondere agli standard Europei non come in Italia che triplicano sempre dopo la firma e i lavori durano decine di anni che alla fine tutto diventa obsoleto prima ancora di cominciare.
Io avevo circa 8 anni nel 1968 e quando passavo davanti al nuovo ospedale di Brindisi per andare al mare lo vedevo la imperioso e in costruzione. Son dovuti passare la bellezza di quasi 40 anni per vederlo funzionare e non vi dico con quante difficoltà.
Questi sono i motivi per cui il nostro SSN costa troppo, eliminiamo la corruzione ed elimineremo gli sprechi.
E chi ruba o non rispetta gli accordi deve pagare ma, veramente!!!!!!!!!!!!
Senza leggi ad personam………………
Aiutiamo l'associazione "Ammazzateci Tutti" non lasciamoli soli
Un grido d'aiuto dal Blog di Beppe Grillo
Ammazzateci tutti

Solo i nostri ragazzi possono salvare il Paese, è l'ultima possibilità che ci resta. Senza il loro impegno non ci sarà nessun futuro. Sonia Alfano chiede aiuto per i giovani calabresi di "Ammazzateci tutti" che lottano da soli contro "mostri pieni di soldi e di potere". Contro mafie e politici corrotti, contro l'assenza di giustizia e di informazione libera. Rischiano la pelle anche per noi. Chiedono aiuto.
"Caro Beppe,
vorrei ragionassimo assieme sul senso di tutte le battaglie che stiamo portando avanti, con i Meetup, con le associazioni, le liste civiche, i movimenti. E prima di chiederci cosa vogliamo fare “da grandi” provassimo a chiederci anche come, per chi e con chi intendiamo intraprendere le nostre battaglie di civiltà. Me lo chiedo, più volte, pensando a quello che sta succedendo ad Ammazzateci Tutti, il movimento antimafia al quale io ed altri familiari di vittime della mafia abbiamo portato le nostre esperienze e speranze e che oggi, purtroppo, non ce la fa più a sopravvivere solo sulle proprie forze.
Se leggi la lettera di Aldo Pecora e Rosanna Scopelliti avvertirai un pugno nello stomaco non indifferente, ogni singola parola trasuda di dignità e di amarezza al tempo stesso.
Tutta l'Italia ha ammirato questi ragazzi all'indomani dell'omicidio Fortugno in Calabria, innalzandoli - meritatamente - a simbolo di un Paese umiliato che ha però tanta voglia di rinascere.
Li hanno coccolati tutti i politici, accompagnati prima in tutte le manifestazioni e poi, appena i ragazzi hanno denunciato pubblicamente queste strumentalizzazioni, hanno provato a portarli in tribunale a suon di querele. Senza tener in considerazione i numerosi “avvertimenti” in stile para-mafioso fatti arrivare alle orecchie dei ragazzi.
E' iniziata da allora, soprattutto in Calabria, una lotta impari, come Aldo e Rosanna stessi l'hanno definita: “contro mostri pieni di soldi e di potere, rimanendo sempre più ai margini dello studio, delle professioni, delle assunzioni, dei diritti di cittadini, mentre chi ha certamente meno titoli ma più amici nelle stanze del potere riesce a laurearsi, ottiene consulenze, incarichi, sponsorizzazioni. E il loro “esercito” diventa ogni giorno più potente ed incontrastabile, mentre il nostro fa i salti mortali per sopravvivere e sostenere l'azione di magistrati ed uomini delle forze dell'ordine coraggiosi che si trovano nella situazione di pagare loro la benzina delle auto di servizio o i toner nelle fotocopiatrici di caserme, commissariati e Procure”.
Grazie ad Internet sono riusciti a sopravvivere, mettendo on-line il sito www.ammazzatecitutti.org, che con gli anni è diventato il primo social network antimafia d'Italia, ed al tempo stesso dalla Rete è nata la solidarietà nei territori, portando il Movimento ad avviare gruppi di Ammazzateci Tutti in tutta Italia.
Sono stati i primi, isolati da tutto e tutti, a denunciare in Rete le connivenze tra 'ndrangheta e politica in Calabria, indicando coraggiosamente con nomi e cognomi personaggi poi arrestati e in attesa di giudizio. Così come solo grazie a loro potrebbero riaprirsi le indagini sull'omicidio del giudice Antonino Scopelliti, padre di Rosanna, ucciso dalla 'ndrangheta per conto di Cosa Nostra appena prese in mano le carte del Maxi-processo in Cassazione.
Per questo ho deciso nel 2007 non solo di unirmi a loro, ma anche di coordinare il Movimento in Sicilia e partecipare attivamente al suo radicamento nelle altre regioni impegnandomi nel coordinamento nazionale.
Siamo stati i primi a sostenere il Pm Luigi De Magistris, portando in piazza a Catanzaro migliaia di giovani ed associazioni, promuovendo banchetti per la raccolta di firme a suo sostegno. Lo abbiamo fatto sentire meno isolato, facendo vedere soprattutto a chi voleva eliminarlo che aveva dalla sua parte decine di migliaia di cittadini onesti.
Adesso a rischio siamo noi, perché abbiamo bisogno di almeno 30 mila euro per pagare i nostri creditori e mettere finalmente in sicurezza il sito, più volte preso di mira con attacchi informatici di ogni genere.
Aldo e Rosanna nella loro lettera chiedono provocatoriamente a tutta la gente che ci vuole bene di diventare nostri “azionisti”, promettendo loro di non far fare ad Ammazzateci Tutti la fine di Alitalia e Parmalat.
Abbiamo due settimane di tempo. A me basta aver conosciuto questi splendidi ragazzi per metterci nuovamente la faccia; chiedo ora a te ed agli amici del blog di non lasciarci soli." Sonia Alfano, Coordinamento nazionale Movimento antimafie “Ammazzateci Tutti”, Presidente Associazione Nazionale Familiari Vittime della Mafia
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sabato 20 settembre 2008
Alitalia e i furbetti della CAI
Marco Travaglio scrive:
Siccome è una splendida notizia, sperando che sia definitiva, la ritirata dei 18 furbetti della Cai che volevano papparsi Alitalia a spese nostre e dei lavoratori è stata accolta dai nove decimi della stampa italiana come una rovinosa jattura. S’è listato a lutto persino il Tg1 di Johnny Raiotta, che non prenderebbe posizione contro il governo nemmeno se ripristinasse il rogo (“Il Consiglio dei ministri vara il nuovo pacchetto sicurezza per difendere i cittadini dalle streghe e dagli eretici ereditati dal precedente governo: soddisfazione nella maggioranza, possibilista l’opposizione”). Infatti s’è schierato a favore del governo contro i dipendenti Alitalia che si oppongono allo scippo di stipendi e posti di lavoro per ingrassare i compari del Cainano, dunque il cosiddetto servizio pubblico li ha dipinti come figure “bizzarre” che “festeggiano mentre il Titanic affonda”.
E dire che di occasioni per schierarsi sul caso Alitalia, in questi mesi, Raiotta ne avrebbe avute parecchie. Poteva definire “bizzarro” il niet di Al Tappone all’Air France che,grazie a Prodi e Padoa-Schioppa, era pronta a comprarsi Alitalia con dentro tutti i debiti e i tre quarti degli attuali esuberi. Poteva definire “bizzarro” il salvataggio dell’AirOne di Carlo Toto, il patriota dell’italianità che, fra il lusco e il brusco, regalava all’Alitalia, cioè a noi, il suo miliardo di italianissimi debiti. Poteva definire “bizzarri” i conflitti d’interessi di Colaninno, Benetton, Marcegaglia, Gavio, Ligresti, Passera, Tronchetti Dov'Era e compagnia volante. Poteva definire “bizzarro” che il governo cambiasse tre leggi e abolisse l’antitrust per i porci comodi di lorsignori. Poteva definire “bizzarra” la buonuscita di 8 milioni di euro donata al terz’ultimo presidente, Giancarlo Cimoli, nominato dal governo Berlusconi2. Poteva definire “bizzarre” le accuse del governo e dei suoi house-organ alla terribile lobby dei piloti, colpevoli di tutto, anche del buco dell’ozono, visto che un pilota Alitalia costa il 25-30% in meno di un collega di Air France, Lufthansa, British e Iberia e che comunque gli stipendi del personale viaggiante incidono pochissimo sulle spese d’esercizio. Poteva definire “bizzarre” le accuse alla Cgil che, contrariamente a quel che si racconta, ha firmato l’accordo con la Cai per il personale di terra, ma non poteva farlo per i piloti visto che in maggioranza non aderiscono alla triade confederale.
Poteva definire “bizzarra” la latitanza dei politici i quali, dopo aver divorato letteralmente Alitalia per 15 anni, hanno accuratamente evitato - Di Pietro a parte - di portare la loro solidarietà alle migliaia di lavoratori in ansia. Poteva definire “bizzarra” la trattativa clandestina e parallela avviata dal solito Gianni Letta con Lufthansa (tanto più bizzarra in quanto Al Tappone aveva sempre parlato di “cordata italiana”, mentre pare che Lufthansa sia leggerissimamente tedesca, comunque non più di quanto Air France fosse francese). Poteva definire “bizzarra” la minaccia del Cainano ai sindacati di negare cassintegrazione e mobilità lunga ai dipendenti Alitalia in esubero se fosse stata respinta l’offerta dei suoi 18 amichetti, una sorta di estorsione con mezzi pubblici per fini privati. Poteva definire “bizzarra” la rinuncia del governo e del commissario Fantozzi a cercare sul mercato acquirenti alternativi per una compagnia che - come notava ieri Boeri su Repubblica - ne aveva trovato uno anche quand’era piena di debiti e non dovrebbe faticare a trovarne oggi che non ne ha più (perché li paghiamo noi).
Volendo poi esagerare, Johhny Raiotta e il suo tiggì potevano definire “bizzarra” la malagestione partitocratica dell’Alitalia negli ultimi 15 anni, facendo nomi e cognomi dei manager, anzi dei magnager, che l’hanno spolpata, ciascuno col suo sponsor politico in sovrimpressione. E potevano definire “bizzarre” certe rotte aeree imposte alla compagnia di bandiera da ministri della prima e della seconda Repubblica, ansiosi di atterrare nel cortile di casa propria (il volo Treviso-Roma per far contento il dc Bernini, il volo Crotone-Roma perché l’Udc Tassone ci teneva tanto, il volo Albenga-Roma per recapitare a domicilio il ministro forzista Scajola). Ma, come diceva Victor Hugo, c’è gente che pagherebbe per vendersi. Figurarsi il partigiano Johnny, per giunta alla vigilia dell’annunciato ribaltone alla Rai e, si spera, anche al Tg1. Così ha buttato il cuore oltre l'ostacolo e ha definito “bizzarri” i lavoratori che osano financo difendere lo stipendio e il posto di lavoro. Come sempre, dalla parte dei più deboli.
Tratto da "Voglio Scendere"
Veltroni? Chi l'ha visto?
La mafia o lo Stato? Questo é il dilemma....
Riporto dalla "Rete del Grillo" il commento di S.B. "Università e camorra" che giustamente si firma dicendo: "non firmerò questa mail, non sono un eroe e non intendo diventarlo"
Università e camorra
"ho letto l'ultimo post del blog e non posso fare a meno di segnalarti un fatto inquietante.
Ti scrivo da un piccolo centro del casertano, dove ormai converrebbe pagare le tasse ai "casalesi" invece che allo Stato.
Avrai capito che voglio parlarti di camorra ma non di quel fenomeno che ci racconticchiano in tv, voglio parlarti di come questi bastardi stanno per affondare un colpo durissimo allo Stato.
Frequento la facoltà di giurisprudenza di Santa Maria Capua Vetere, la S.U.N. che fra i suoi iscritti può vantare nomi celebri nel panorama camorristico casertano.
Risultano iscritti, come studenti laureandi, perfino la moglie ed il figlio di Francesco Schiavone, meglio conosciuto come "sandokan" (personaggio che non ha bisogno di presentazioni).
L'intero comitato studentesco è affare dei "casalesi".
L'intero comitato per le attività studentesche che gestisce ingenti somme, è affare dei "casalesi".
Ormai l'ateneo è frequentato da "presenze" a dir poco fuori luogo in una facoltà di giurisprudenza e la cosa che fà più pensare è che questi personaggi riescono a superare agevolmente tutti gli esami raggiungendo l'appuntamento con la laurea.
Io sono fermamente convinto che questa sia una vera e propria strategia.
Se ai tempi di Cutolo si facevano studiare poveri ragazzi per avere avvocati dediti alla causa comorristica, oggi vengono educati alla legge (ad interpretazione camorristica si intende) direttamente i figli di camorristi.
Stanno entrando dalla porta principale!
Non basta più corrompere giudici, politici o avvocati...
adesso ci saranno direttamente loro a giudicarsi!
Se solo si dovesse presentare un certificato antimafia per iscriversi alle facoltà di giurisprudenza, sono sicuro che le iscrizioni nella mia provincia avrebbero un brusco calo.
Tutto ciò avviene nel silenzio delle autorità accademiche, ormai sotto continuo ricatto da parte di questi personaggi.
Credo che questo sia un argomento che deve far riflettere in un determinato periodo storico estremamente difficile.
Nel salutarti ti chiedo scusa ma non firmerò questa mail, non sono un eroe e non intendo diventarlo."
A chi dovremo dare conto domani, allo Stato o alla Mafia?
Questo é il dilemma.....................
Continuamo così, con ottimismo verso la catastrofe..............
giovedì 18 settembre 2008
Alitalia: é sempre colpa degli altri!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Per berlusconi era colpa di Prodi quando governava il Csx, ora che governa lui (insomma che fa li cazzi sua) é colpa dei sindacati e del personale.
Come mai non é mai colpa di chi ha "gestito" Alitalia in modo fallimentare tanto da portarla al fallimento?
Quando la stessa sorte toccherà a Trenitalia sarò curioso di sentire a chi darà la colpa, per ora attendiamo fiduciosi la catastrofe anche delle ferrovie italiane!!!!!!!!!!!
Riporto il commento di Fabio Castellucci dal post di B.Grillo
"Patti chiari, Tasche vuote"
perché credo sia una analisi correttissima che condivido:
"Credo che per ora il personale Alitalia abbia giocato BENISSIMO la partita
Il gioco avrebbe dovuto essere:
- i debiti agli itaglianidimmerdacoglioni
- eventuali utili ai capitalisti ladroni falsi
- i meriti di salvatori della patria al nanodimmerda
- i VERI utili ai 16 delinquenti che acquisivano la "good company" e rivendevano a prezzo maggiorato dopo 2-3 anni ai vettori stranieri
- inoltre i "capitalisti con i soldi degli altri" venivano remunerati dal Governo in vari modi mafiosi (esempio: concessioni aurostradali a Benettondimmerda et similia..)
- nessuna concorrenza sui voli interni italiani, quindi MONOPOLIO dei prezzi e INCULATA MAXI per chi vola
- contratti rinnovati a tutti i dipendenti, ma sottoscritti con il coltello alla gola, quindi probabilmente contratti CAPESTRO! (ma in passato erano pieni di privilegi, ma da verificare, dato che informazione VERA non esiste!!)
INVECE ORA:
1 la compagnia fallisce, tutti a casa e ritorno delle trattative al VERO mercato!
2 le compagnie straniere DABVVERO interessate si faranno avanti senza il nanodimmerda tra i coglioni!
3 compreranno quel che a loro serve, e che intendono gestire e far fruttare
4 assumeranno quelli che servono e chi ha professionalità. E lo faranno con contratti armonizzati con i loro. Senza privilegi ma senza nemmeno trattamenti schiavistici! EQUILIBRIO!
5 ridimensionamento brusco dei Sindacati di merda!
6 FINE dei manager scelti dai partiti ed "amici di amici"
7 creazione di CONCORRENZA sulle tratte italiane e quindi miglior servizio e prezzi più convenienti
8 verifica OBIETTIVA e non "clientelare" di QUANTO sia gradita Malpensa e quanto siano graditi altri scali. MALPENZSA NON È UN AEREOPORTO: È UN ABORTO PARTORITO DA MENTI MALATE!
9 PRIMA, ASSOLUTA DIMOSTRAZIONE CHE DA DOVE ESCE
VIVA IL FALLIMENTO DI ALITALIA CHE, IN 1 ANNO, PORTERÀ SOLO BENEFICI AL PAESE!
PD+PDL IN CULO!!!"
A parte qualche parolone di troppo, concordo in pieno!!!!!!!!!
martedì 16 settembre 2008
È questa l'Italia che vogliamo?
Riporto l'articolo di P.Berizzi tratto da "Repubblica.it"
"Due anni di insulti sul lavoro licenziato perché sono di colore"
Per due anni ha insaccato e ha incassato. Tutti i giorni. Sempre lì, al suo posto, in uno dei più grossi salumifici italiani. Ha insaccato salami e mortadelle. Ha incassato insulti razzisti e offese umilianti. La più becera, e anche la più banale, è "sporco negro": la stessa firma degli assassini di Guibre. E' quella che lo ha marchiato dentro, che lo ha fatto sentire un comodo sfogatoio per le frustrazioni di un collega, che poi sono diventati un gruppo, e allora la cosa si è fatta ancora più pesante. Questa è la storia di Daniel - basta il nome - , nigeriano di Lagos, 24 anni, un bambino di due.
Daniel non è un clandestino: è in Italia regolarmente dal 2003. Abita a Villasanta, Brianza monzese, con la moglie e il figlio. Paga un affitto. Ha un lavoro, anzi, l'aveva. Perché l'hanno licenziato. Daniel è un operaio macchinista. Nel 2006 inizia a lavorare alla Vismara S. p. A di Casatenovo, Lecco. Si divide tra il reparto e il forno. Sgobba da mattina a sera.
Mai un problema, mai un richiamo, racconta. E ottimo rendimento, visto che ogni sei mesi gli rinnovano il contratto. Ma nello stabilimento c'è un ostacolo imprevisto con cui il cittadino africano deve fare i conti: il razzismo. A dargli dello "sporco negro", all'inizio, è solo un collega. Per lui insultare Daniel è la regola. Altri operai iniziano presto a apostrofarlo nello stesso modo. Uno stillicidio di offese al quale l'immigrato, nonostante le ripetute richieste di spiegazioni, non riesce a sottrarsi.
Manda giù, abbozza quando un giorno gli dicono: "La vuoi capire o no che voi extracomunitari di m. in Italia non potete stare?". Solo perché aveva chiesto a un collega di aiutare un altro lavoratore in difficoltà, un peruviano che non riusciva a trasportare dei colli di mortadella. "Chi credi di essere? Mica penserai di comandare noi italiani?".
Daniel ha paura di denunciare chi lo tormenta: non vuole rischiare di perdere il posto di lavoro. Un giorno si rivolge al capo reparto, che però minimizza: "Dai, non farci caso... sai come sono fatti i ragazzi... Tu pensa a fare il tuo lavoro e basta". Ma alla fine di giugno decide che il vaso è colmo. Accade quando entra nello spogliatoio e trova il suo armadietto distrutto. Un atto vandalico, l'ultimo sfregio. Lui che non ha mai ricevuto provvedimenti disciplinari, lui che guadagna 1100 euro e che - dopo 12 contratti - viene ancora pagato dall'agenzia interinale "Iwork" di Arcore.
Il 28 giugno Daniel presenta una querela alla Procura di Lecco: racconta nel dettaglio le odiose offese che gli sbattono addosso. Spera che dopo quell'esposto qualcosa possa finalmente cambiare. Che la sua dignità non sia più calpestata. E invece al danno si aggiunge la beffa. L'altro giorno la Vismara gli da il "benservito": "A fine mese non presentarti più in azienda", gli comunica il capo reparto. L'operaio crede sia uno scherzo di cattivo gusto: e invece è tutto vero.
"Ho subito per due anni in silenzio, senza ribellarmi - racconta - proprio perché non volevo rischiare di perdere il posto. Ma non ce l'ho più fatta a sopportare di essere offeso in quel modo. E così adesso sono senza lavoro. Non ce l'ho con l'Italia e con gli italiani. L'Italia mi ha dato il lavoro, la possibilità di sfamare me stesso e la mia famiglia. Ce l'ho con l'ignoranza di chi ti insulta perché hai un colore della pelle diverso dal loro. Ho una moglie e un figlio piccolo da mantenere. Il mio stipendio me lo sono sempre guadagnato onestamente, mi ferisce che me lo abbiano tolto solo perché ho detto basta al razzismo. Oltretutto ci sono altri lavoratori extracomunitari nello stabilimento. Quando sono andato in Tribunale ho pensato anche a loro, anche se ognuno reagisce a modo suo e alla fine ognuno si fa gli affari suoi".
Dagli uffici della Vismara, alla quale ci siamo rivolti ieri per chiedere chiarimenti sulla vicenda, per ora non è arrivato nessun commento. Ironia del caso - va detto che l'azienda almeno per ora non ha alcuna responsabilità - come melodia di sottofondo dell'attesa telefonica s'odono le parole di Vasco Rossi: "... basta poco per essere intolleranti... per essere un po' ignoranti...".
Il legale di Daniel, Francesco Mongiu, ha riassunto la storia di questo strano licenziamento e la sottoporrà al giudice del lavoro. "Per "pura coincidenza" - racconta l'avvocato - il cognato del mio assistito, un cittadino della Sierra Leone, laureato anche lui in regola, dopo un periodo di prova nello stesso salumificio, è stato ritenuto inidoneo al compito di insaccatore di mortadelle".
domenica 14 settembre 2008
Tutti a scuola! E menomale che silvio c'é........
Dal Blog di Graziella Mazzoni
Domani, in Campania, si apre ufficialmente l'anno scolastico. Guardate in che condizioni è la città e le scuole aversane.L'orrore non sono i rifiuti per le strade, l'orrore è che domattina nessuno protesterà, nessuno andrà all'ASL, al Comune, dai Carabinieri. E sapete perchè? Perchè ci siamo abituati all'orrore.
Ecco perchè abbiamo perso questa guerra.
altre foto di stamattina a questo indirizzo:
http://www.flickr.com/photos/26521912@N03/?saved=1
Menomale che c'é Sophia Loren che per la modica cifra di 100000 euro ha dichiarato «I turisti sono sempre stati qui e le cose sono andate a posto rapidamente e in modo tranquillo. Napoli è bella e pulita. E nessuno può togliercela!».
Fonte "Il Giornale.it"
San Gennaro ha fatto la grazia e santa Sophia è tornata a casa per un buon caffé con silvio suo
martedì 9 settembre 2008
Ancora un lutto della strada colpisce lo stabilimento Avio di Brindisi
NUOVO INCIDENTE MORTALE SULLA OSTUNI – TORRE POZZELLE.
UNA FIAT PUNTO SI SCHIANTA CONTRO IL MURO DI UN AGRITURISMO
A distanza di 24 ore e sempre sulla stessa strada provinciale che collega Ostuni con Torre Pozzelle, si è verificato un altro incidente stradale, anche in questo caso con conseguenze mortali. La vittima è il 52enne Raffaele Errico, ostunese. L’uomo era alla guida della sua Fiat Punto assieme ad altre tre persone, tutti colleghi di lavoro. Si tratta di Giuseppe D’Amico, 56 anni, del 53enne Antonio Nacci, entrambi ostunesi e di Vincenzo Lucente, 44 anni, abruzzese d’origine, ma ostunese d’adozione. I quattro rientravano dallo stabilimento Fiat Avio di Brindisi, dove avevano appena terminato il turno di mattina, dalle 6 alle 14. Per cause ancora in corso di accertamento da parte della Polizia Stradale di Brindisi, l’auto ha sbandato per una cinquantina di metri per poi perdere definitivamente il controllo ed andare a sbattere contro il muro di cinta della Masseria Asciano, ubicata ad appena 50 metri dal punto dell’incidente in cui ieri pomeriggio, sempre verso le 14.30, ha perso la vita la 34enne Angela Cisternino, a bordo di una moto Yamaha andata a fuoco dopo essersi schiantata a terra. Raffaele Errico è morto sul colpo. Sul posto, oltre alla Stradale, sono intervenuti anche gli agenti del Commissariato di Ostuni ed un’ambulanza del 118 che ha trasportato due degli altri tre feriti nell’ospedale della Città Bianca ed il terzo, più grave, Vincenzo Lucente, nel “Perrino” di Brindisi, dove è ricoverato in terapia intensiva in prognosi riservata. Stando ai primi rilievi, l’incidente potrebbe essere stato causato da un malore improvviso o da un colpo di sonno, ma non è escluso che l’auto abbia sbandato per evitare un cane che attraversava la strada.
Fonte "Brindisi Tg 24"
I colleghi della Guiana Francese si uniscono al dolore di famigliari e amici di Raffaele Errico.
Nello stesso tempo auguriamo una pronta guarigione ai colleghi Giuseppe D’Amico, Antonio Nacci, e Vincenzo Lucente che sono rimasti feriti nell’incidente che ha dato la morte al nostro collega.
lunedì 8 settembre 2008
Quoi se cache derrière les explosions de juin en Guyane?
Christiane TAUBIRA interroge le Premier Ministre sur les explosions de juin dernier:
"Après avoir plusieurs fois interrogé la Préfecture et la Direction du Centre Spatial au moment des faits, après avoir interrogé le Ministre de la Défense début août et considérant que l'absence d'explications est inacceptable, Christiane Taubira demande au Premier Ministre de fournir à la population guyanaise les explications sur les explosions qui ont eu lieu en juin dernier, et que les habitants de Sinnamary et d'Iracoubo ont clairement entendu aux premières heures du jour.
La Députée de Guyane attire l'attention de M. le Premier ministre sur la nécessité pour le gouvernement de montrer aux Guyanais et aux habitants de la Guyane que l'attention qu'il accorde à leur sécurité est au moins égale à celle qu'il réserve aux activités spatiales.
Elle rappelle les inquiétudes qui travaillent la population sur les questions de santé publique et d'environnement quant aux impacts de l'activité spatiale, aux informations que doit délivrer le Secrétariat Permanent à la Prévention des Pollutions Industrielles, aux missions qui relèveraient d'un Observatoire de la Santé et de l'Environnement dont elle demande la création."
Quoi se cache derrière les explosions de juin en Guyane?
Est-ce que nous sommes vraiment en sécurité en Guyane?
8 settembre 2008 65° anniversario dell'armistizio
"Vorrei ricordare che domani 8 settembre è il 65° anniversario dell'armistizio firmato da un ignominioso nano di casa savoia chiamato re, e dal suo tirapiedi generale badoglio, con gli alleati, nostri nemici per sciagurate scelte i cui responsabili hanno nomi e cognomi.
Questo tradimento che la storia non potrà mai cancellare, non fu tanto fatto verso l'alleato tedesco nazista, ma verso il popolo e l'esercito italiano, lasciati soli e allo sbando tra due fuochi.
Per gli alleati continuammo ad essere nemici,
per i tedeschi traditori,
e sappiamo quali e quante furono le stragi e i massacri di civili innocenti di tutte le età.
Io sono cresciuta in Romagna negli anni 60. Ho sentito i racconti delle donne vestite di nero come quelle sarde, donne torturate dai nazifascisti perchè rivelassero i nascondigli dei mariti e dei figli partigiani.
Ho visto nella Pinacoteca di Rimini le foto della distruzione più totale causata dai bombardamenti alleati e dalla ritirata tedesca.
Non posso sopportare di vedere il genero di rauti,
uno dei fondatori di ordine nuovo, e da sempre fascista, sindaco, pardon, "podestà" della capitale.
Non posso vedere lo scranno che fu di Pertini, di Ingrao, di Nilde Iotti, sotto il culo di fini.
Non posso sopportare che l'eredità della Resistenza, il nostro riscatto democratico e costituzionale sia andato perso dietro agli affari e alle televisioni di un altro nano.
Nel 1946 tutte le forze che avevano partecipato alla liberazione si unirono nell'assemblea costituente per la rinascita di questo martoriato paese.
Nel 2008 tutte le bande politiche si sono all'unanimità unite per consegnare nuovamente il paese al caos, alla miseria, alla dittatura per impedirne ancora una volta la piena consapevolezza civile e democratica.
Solo la conoscenza rende liberi, e da più di 20 anni il progetto è ingabbiarci nell'ignoranza.
Leggiamo, raccontiamo, e non dimentichiamo, mai."
Questo commento si commenta da solo............................
venerdì 5 settembre 2008
Delirio dei deliranti
Riporto qui di seguito il commento di Maurizio Dati tratto dalla "Rete del Grillo"
"Se racconti un'idea di un politico nessuno ci crede. Se informi di una proposta di un politico nessuno si fida. Quando parli alla gente di una legge, di un decreto, di una iniziativa parlamentare, si voltano tutti dall'altra parte.
Un comico, da anni e anni, con le sue contraddizioni, i suoi limiti, la sua spontaneità e la sua impulsività sta informando, distribuendo notizie, dando la possibilità di scrivere e confrontarsi, anche se limitatamente in un grande blog. Un comico ha proposto dieci soluzioni per ogni problema individuato.
Non è qualunquismo questo. Eppure hanno definito milioni di persone "qualunquisti".
A quel comico hanno detto di tutto, lo hanno offeso, calunniato, attaccato, oscurato, infangato. Anche noi a volte ci incazziamo.
Ma la gente non si è girata da quell'altra parte, non se n'è andata. MOLTISSIMI LO HANNO ASCOLTATO, molti hanno firmato per lui e con lui, tantissimi ogni giorno si collegano e stanno qui.
Un pazzo imbocca l'autostrada contro mano e trovatosi di fronte molte auto che rischiavano di investirlo esclamò:
"ma questi sono tutti pazzi. Sono contromano e rischiano di travolgermi". Ma era lui il pazzo.
Un nano ha imboccato contromano l'Italia e il nostro futuro. Eppure è convinto di essere sano di mente e tutti noi siamo dei pazzi che guidano contromano.
Quel nano ha in mano il comando delle tv e della informazioni. E tutti credono ogni giorno che i pazzi siamo noi.
Eppure siamo tanti e non siamo qualunquisti."
Io personalmente dico grazie a Beppe Grillo e faccio mio il commento di Maurizio, voi che fate?
